macao
Cari Amici della Gnocca,
da diverso tempo che desideravo fare una capatina a Macao per vedere com'era questa nuova Las Vegas in salsa cinese ed allora, la scorsa settimana, approfittando di una trasferta d'affari a Hong Kong, sono riuscito a ritagliarmi un pò di tempo per fare visita all'ex colonia portoghese.
Giusto una toccata e fuga, ma sicuramente una delle esperienze più notevoli degli ultimi tempi.
Ma ora bando alle ciance e sotto con la relazione sulla tabella di marcia seguita.
Ritrovo col fido scudiero Cin-ciu-lin (amico sino-americano cha a Macao ci passa un weekendino si e uno no) alle ore 13.40 al ferry per Macao e alle 13.45, espletate con agilità le formalità di immigration e imbarco si parte.
Arrivo dopo un’ora, breve giro turistico in taxi per vedere cosa sta diventando Macao (stanno rifacendo Las Vegas ma più in grande: una roba semplicemente spaventosa), passeggiata di 10 minuti in un nuovo casinò, ma come sapete nella vita bisogna dare delle priorità, ergo alle 15.30 si entra in quello che a mio modesto parere, per averne vista pochissima nella vitaccia mia, può essere definito quanto di più vicino ci possa essere al paradiso terrestre.
Stiamo parlando del Golden Dragon cui alla fine sarà dedicato il grosso del report, dopo le doverose premesse di carattere generale su Macao: anche se non è un posto low cost dove si trova qualche 'perla' low cost e anche se non siamo stati a fare la tara sul migliori rapporti prezzi/prestazioni della città, tenete presente che è una sintesi del meglio che si possa trovare a Macao, almeno così dice il fido Cin-ciu-lin (e per quanto visto, sarà difficile dargli torto).
Se si ha poco tempo e si deve scegliere è un pò come preparare gli esami con poco tempo: si prende un buon Bignami e via. In questo senso, il Golden Dragon, che è davvero un buon bigino, diventa una tappa obbligata.
NOTE INTRODUTTIVE, COME ARRIVARE, LOGISTICA
Macao (nota internazionalmente come Macau) è uno dei posti del sudest asiatico che, se non proprio un viaggio apposta, merita senz’altro una visita se arrivate nei paraggi (tipicamente se se passate da Hong Kong che è il polo d'interesse più prossimo). Si trova ad un’ora di aliscafo da Hong Kong (circa 30 Euro A/R), con connessioni comodissime, ogni 15 – 20 minuti nelle ore di punta e comunque attive anche durante tutta la notte.
Come Hong Kong, Macao è passata solo recentemente alla Cina. Infatti fino al ’99 era colonia portoghese ed è sempre stata un pò la sorella povera della ricca e scintillante Hong Kong.
Essendo permesso il gioco d’azzardo, Macao è rimasta da sempre il ricettacolo del vizio per cinesi, che significa appunto casinò e casino,
cioè fiches e fiche :-)
Tutto però, almeno fino al 2000, era contraddistinto da un profilo di basso livello. La città era abbastanza sporca e mal tenuta, i casinò piccoli e
con giochi solo cinesi o quasi. Anche la Gnocca in questo putrido ricettacolo del vizio era generalmente triste e scadente.
Come se non bastasse, la città era infestata da gangsters che si contendevano il controllo del business locale.
E naturalmente i frequentatori erano quasi solo cinesi, di solito provenienti dalla vicina Hong Kong dove tutto costava il triplo, Gnocca in primis.
Poi Macao è passata sotto l’ala della Grande Madre Cina e le cose hanno cominciato a cambiare.
Per prima cosa è caduto il monopolio dei casinò,
prima totalmente nelle mani del famigerato Stanley Ho, hanno cominciato ad arrivare soldi per investimenti e la città ha cambiato completamente faccia.
Ora è pulita, organizzata, con alcuni edifici modernissimi, nuovi casinò in stile Las Vegas e così via. Nel 2006, per darvi un’idea di quanto stiam dicendo,
Macao ha superato Las Vegas come proventi dal gioco d’azzardo, 7.2 miliardi di dollaroni USA contro i 6.6 di Las Vegas.
Adesso stanno pure costruendo una strip che sarà una copia, ma in grande ovviamente, della capitale americana del gambling.
Ad agosto inaugureranno “The Venetian”,
che è uguale a quello di Las Vegas... solo che è il 30% più grande.
E così via, uno dietro l’altro, per i prossimi due anni: veramente impressionante.
La cosa positiva di quanto sopra è che tra le infrastrutture di base cui la città si sta dotando c’è anche quella relativa alla Gnocca. Purtroppo, essendo comunque i frequentatori di Macao nella stragrande maggioranza cinesi, è ovvio che l’offerta rispecchi la domanda e quindi pullulano posti tipo karaoke dove si viene spennati per passare del tempo a cantare e a flirtare con Gnocca che non spiccica una parola d’inglese, o night club che seguono la stessa falsariga: ovvero, meglio lasciar stare, a meno di non essere invitati da qualche danaroso locale, visto che non è bello rifiutare gli inviti a queste latitudini.
L'altra cosa notevole della realtà locale è che Macao non sembra ancora avere inaugurato quella svolta verso il family entertainment che ha imboccato l'ex capitale del vizio a stelle e strisce Las Vegas, dove tra un concerto di Elton John o di Celine Dion, tra uno spettacolo di David Copperfield e di Eddie Murphy (eventi ambitissimi presso i nuclei familiari dell'America profonda) si vede sempre meno Gnocca.
Qui il vizio (di nuovo la premiata ditta casinò e casino) tira ancora e bene.
DOVE ALLOGGIARE
Per noi poveretti dagli occhi tondi, suggerisco due posti che non sono male assolutamente:
1) Hotel Lisboa: famosissimo albergo con casinò (che ormai è diventato ridicolo però se paragonato ai nuovi). Cornice storica ed aria sensualmente decadente, ma per i nostri occhi ben allenati c'è ben altro. Nella zona dei negozi c’è la celeberrima “race track” (ovvero “il circuito”); si tratta di nient’altro che dei corridoi che passano davanti ai vari negozi, dove transitano avvenenti passeggiatrici cinesi che sembrano “girare” come delle auto in pista (nel senso che non si fermano, non che vanno a 200 all’ora, intendiamoci). Sono lì apposta per farsi rimorchiare e normalmente dispongono di camera nell’hotel stesso. Tariffe circa 100 Euro per un’ora, prestazioni normalmente buone, ma spesso inglese inesistente (cosa che può anche non importare, anche se preferisco di solito Gnocca con cui si possa almeno scambiare qualche parola).
2) Hotel Holiday Inn: situato a poche centinaia di metri dal Lisboa, anche questo in Macao centro.
A differenza del Lisboa è di concezione moderna e con strutture nuove. Simile invece il 'presidio' di Gnocche, stavolta appostate strategicamente in alcuni tavolini all'aperto. Moltissime cinesine, ma anche russe o ex-CCCP. Le Gnocche non hanno la camera nell'hotel, ma nei paraggi ed aderiscono anche loro alla tariffa della locale federalberghi, vale a dire circa 100 neuri all'ora (poi le ex-sovietiche sparano spesso un pò di più, dipende anche dalla qualità).
Comunque anche negli altri alberghi
di Macao c'è movimento, per cui come di consueto ecco il link per scovare la migliore tariffa online:
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NELLE FAUCI DEL DRAGONE
Ma tutto quanto sopra ha pochissimo senso dopo che avrete provato un posto la cui descrizione più azzeccata è: “Dio c'è!”.
Questo posto mistico e mitico è la sauna al 6° piano del Golden Dragon, un albergo e casinò vicino all’arrivo del ferry
(ci si può andare a piedi volendo), di dimensioni medie che diventano minuscole se comparate con quanto sta nascendo.
Tra l’altro, a parte la scrittina “sauna” di fianco al numero 6 del piano, dove ci sono gli ascensori, non c’è la minima pubblicità od invito ad andarci.
All’inizio ne ero un po’ sorpreso, poi ho capito perché: non ne hanno semplicemente bisogno!
Si arriva al 6° piano, ti fanno accomodare in spogliatoio, ci si spoglia di tutto, mutande e portafoglio compreso, che viene riposto in armadietto con chiave da
mettere al polso, e ti danno un asciugamano.
Qualche pirla si porta il telefonino, appunto, qualche pirla. Si entra nella zona termale,
con piscina ad acqua caldissima, Jacuzzi ancora più calda e vasca con acqua a 5 gradi, giusto per fare il contrasto. Ci sono naturalmente le docce
(che rappresentano il primo pit stop obbligatorio) e due grandi stanze a vetri con sauna e bagno turco.
Dopo la zona termale c’è una specie di secondo pit stop dove venite asciugati e forniti di pantaloncini e Kimono per accedere alla zona relax,
una serie di poltrone imperiali con poggiapiedi dove si può guardare la tv, sbevacchiare, mangiucchiare e farsi fare alcuni dei servizi,
quelli più soft, a disposizione. Oppure farsi un pisolino.
Una precisazione, il fee di accesso (che si aggira attorno ai 30 Euro) comprende oltre all’accesso e all’utilizzo della struttura, anche tutta la parte cibo e beveraggi, esclusi però gli alcolici che non vengono assolutamente serviti (per evitare spiacevoli incidenti tra mafiosi ubriachi), ed esclusi i vari servizi extra. Su tutti i tavoli ci sono sigarette ed accendini e comunque siete sempre riforniti a sazietà di quello che chiedete. Morale, zero preoccupazioni, ci si deve solo rilassare e godersela. Nella zona relax è possibile farsi fare servizi vari come manicure, pedicure (fatto da uomini, ovviamente declinato....), maschera facciale, massaggio alle spalle, massaggio cervicale, massaggio ai piedi, pulizia orecchie etc. questi ultimi servizi costano dai 10 ai 15 Euro, durano in genere 20 minuti (dicono 25, ma sono meno), vengono fatti da ragazze o signore (qualcuna carina, qualcuna vecchiotta) e vi vengono messi in conto (sul numero del bracciale che portate).
Io un paio di massaggini da fighetta gialla me li sono fatti fare: essendo fatti mentre siete stravaccati in poltrona davanti a tutti, non ci sono
extra tipo seghina o roba simile, massaggio e basta, al massimo qualche fugace toccatina, giusto per tenere la temperatura sotto controllo.
Volendo, per i fanatici che vogliono lavorare alle porte del paradiso, c’è pure internet: ma se proseguite la lettura, capirere perchè a me non è
neanche passato per la testa di dare la sbirciatina alla posta.
Ma veniamo al dunque, a quello che fa di un posto carino un paradiso terrestre: due volte all’ora c’è il cosiddetto “show time” che consiste in quattro topolone che ballano per cinque minuti su un balcone nella zona termale e si levano prima il reggiseno e poi le mutandine. Appena finito questo spettacolino (tutto sommato niente di che, pur essendo le quattro tutte delle Gnoccone di categoria) inizia la tragedia: una sfilza di figone da paura entra nella zona termale e si schiera contro il muro.
Sono almeno 30 prima delle 17 e poi dalle 17 fino alle 22 oltre 50 Gnocche da sogno (alcune volte arrivano fino a 80!!),
già escluse quelle al lavoro. Dalle 22 in avanti, tornano ad essere meno di 50, questo almeno nei giorni feriali; nei festivi sono di più, ma c’è
anche parecchio casino di uomini nelle ore serali che sembra di essere alla riedizione cinese del film 300.
Tornando al discorso 'topico' delle Gnocche: sono tutte in tacchi, gonnellina e reggiseno, sono numerate come in Tailandia, ma il numero ha sfondo diverso a seconda della provenienza.
Abbiamo (tutte le informazioni sui costi sono nel menu che potete consultare nella zona relax, cioè tutto molto chiaro):
* Cinesi: sfondo rosso, costo attorno ai 100 Neuroni e 60 minuti di paradais
* Vietnamite e Russe o ex-sovietiche: sfondo blu costo sui 150 e 45 minuti di passione (di russe ce n’erano 4 o 5, ottime ma sembravano un pò tristi, ho preferito lasciar perdere)
* Mongole: sfondo giallo, selvagge, costi e tempi come le russe e le viet; da provare!
* Coreane: sfondo grigio, belle ma niente di speciale a mio parere, costi come le Mongole.
* Modelle Taiwanesi: sfondo rosso ma gonna lunga, stangone strafighe ma spesso un pò snob, costo che si avvicina ai 200 per 45 minuti.
Solo a scrivere quanto sopra mi fa venire la tachicardia (e non è che non abbia mai visto del pelo in vita mia,
oltre a quindicennale esperienza di massaggi in Tailandia).
Comunque, per tornare a sopra, mentre voi siete in piedi nella zona termale, le fanciulle si fermano contro il muro e poi ad intervalli di un minuto
scalano le prime dieci che passano in fondo e così via, cosicchè vi passano davanti tutte almeno due volte.
Il pensiero di avere tutto quel bengodi a disposizione è già di per sé sufficiente a fare uscire di testa.
Beh, ovviamente si può passare così delle ore a fare passaggi termali, intervallati da questo show da infarto:
si può anche fare, in zona termale, un massaggio insaponato con shampoo con seghina incorporata (che può arrivare al dunque o meno,
dipende dalla pressione al basso ventre) per una 15na di Euro: si è un pò in vista, ma nessuno ci bada.
Ma alla fine, ormai con la resistenza ridotta al lumicino non potete non capitolare e beccarvi una di queste muse di solito con supertette
e con sorriso da sciogliersi: il consiglio qui è di non andare necessariamente con la più figa (sono tutte delle strafighe da paura comunque),
ma con quella che con lo sguardo fa scattare la chimica giusta.E comunque sbagliare è praticamente impossibile: comunque vada si cade sempre in piedi.
Due parole anche sul servizio: scelta la fatina, vi fanno andare in un stanza al piano inferiore, stanzetta piccola ma carina, con reparto asciutto,
con letto normale, e bagnato, con lettino apposito. La fanciulla vi fa sdraiare proni sul lettino e inizia un’accurata operazione di pulizia,
insaponandovi ben bene schiena, piedi, gambe e maragnao. Dopodiché vi salta addosso per un massaggio con bernardina e tette che ricorda molto un body massage Thai.
A quel punto comincia il dramma: dopo avervi ben sciacquato inizia infatti a leccarvi dappertutto, partendo con le dita dei piedi che succhia ad
una ad una, per finire al collo e con particolare accanimento al buchino posteriore. Finito questo momento paradisiaco vi fa mettere supini e ripete
l’operazione sul davanti. Solo che la parte di leccata si svolge sul letto (zona asciutta). E quando rimane solo il birillo, ecco che interviene il
concetto 'termale'.
Che cos’è direte voi? Ma chiaro, il cambio di temperatura, tipo sauna e bagno ghiacciato. E qua come si svolge? L’abile cinesina parte con boccaponcio
alternato con bocca piena di acqua ghiacciata e poi piena di acqua caldissima, che vi fa capire il significato metafisico della nascita e vi compensa
di tutte le sofferenze patite in una vita di stenti. Non per smenarvela troppo, ma uno dei momenti più mistici vissuti fino ad oggi nella vitaccia mia.
Insomma, difficile da spiegare: bisogna provare. La cavalcata che poi ne segue è naturalmente ottima, ma non si distacca da una normale montata:
nulla a che vedere con il chinotto caldo-freddo di cui sopra, cosa che in 20 anni di onorato servizio alla ricerca della Gnocca, mai mi era capitata.
Purtroppo l’inglese dei fiorellini cinesi è in genere come il mio cinese, cioè inesistente, ergo la comunicazione rimane praticamente nulla,
ma ciò non toglie poi molto alla magia di quell’ora di visioni paradisiache.
Alle 21 fanno una simpaticissima lotteria, dove in genere estraggono 6 numeri (non il mio, cakkien!!) per partecipare ad un ulteriore giochino con
due strafigone che, dopo essersi strusciate ben bene con gli spettatori (una si è particolarmente accanita con me, unico occidentale tra 50 cinesi,
denudandomi... ed ha fatto poca fatica, avevo solo l’asciugamano, e smanettandomi con passione, senza grosse reazioni immediate, vista la recentissima
performance) si sono fatte levare gli ultimi adesivi che le coprivano, lasciando due fortunati (li odio) con una sessione di paradiso gratis.
Purtroppo la cosa non ha contribuito alla mia tranquillità d’animo e quindi, al successivo show delle 22, non ce l’ho fatta e sono capitolato ancora
con una Vietnamita che sembrava disegnata da quello che ha fatto Jessica Rabbit.
Come qualità pura di Gnocca era ancora migliore di quella prima, con corpo da favola e viso incantevole, sembrava quasi una mezzosangue,
cioè non marcatamente orientale. La performance delle non cinesi differisce leggermente da quella descritta sopra, in quanto hanno solo 45 minuti
e quindi accorciano un po’ le operazioni, anche se il concetto rimane invariato: capite senza ombra di dubbio che Dio c’è!
Capitolo prestazioni extra: allora, come avrete capito il discorso del boccaponcio termale funziona solo col cabrio (altrimenti che shock termico ci sarebbe??), Rai1 classico covered, mentre di sintonizzazione di Rai2 International non se ne parla.
Tra l’altro non avendo appresso il portafoglio, non esiste nemmeno il discorso di mancettine per stimolare la performance…. anche perché vi assicuro che non ce n’è bisogno: sono sempre performance ai massimi livelli.
Orari: molto semplice, il posto non chiude MAI! Va avanti 24 ore su 24, anche se l’ingresso vale per 12 ore, a meno di fare montate multiple (cioè ogni sessione con Fata dà 12 ore di permanenza). Sto seriamente pensando di farmi dei giorni di vacanza lì: alla fine mi porterebbero all’ospedale in sala di rianimazione, o direttamente al cimitero, ma forse ne varrebbe la pena.
And the final damage is....
Il conto totale, quasi all’1 di notte (ho dovuto mangiare qualcosa perché avevo ingurgitato solo un croissant in mattinata) è stato di poco più di 300 neuri,
che per 9 ore di paradiso, due sessioni da infarto, tre massaggini mini (di cui uno con seghina) mi sembra comunque ragionevole.
Alla cassa sembra di essere al check out dell’albergo, col conto con le varie voci, comunque chiaro e, da quello che so, sempre accurato.
Aspetti negativi:
* il posto pullula di mafiosi delle Triadi cinesi; è quindi meglio evitare discussioni di qualsiasi genere con chicchessia, fare chiassate all’italiana o simili. Statevene nel vostro che nessuno vi rompe le scatole, e godetevi le magie delle muse. Comunque a me degli altri frequentatori non me ne potrebbe fregà dde meno :-)
* Non servono alcolici; tutto sommato, visto anche quanto sopra, meglio. Dedicatevi alla Gnocca e lasciate l’alcol per quando la Gnocca non c’è.
* Non è proprio economico. Anche senza esagerare, con 2-3 ore di permanenza ed un passaggio di paradiso, 150-200 Euro vi partono tranquilli. Ribadisco però: mai investito soldi meglio di così.
* Non ci sono occidentali (o molto pochi) ergo non è che vi guardino storto, ma un pochino forse sì: come detto, state nel vostro e non succede nulla, però manca un po’ il fare cerimonioso verso i bianchi, spesso presente in altri posti, come Tailandia, Malesia o Indonesia. Personalmente: chissenefrega!!
Per riassumere, comunque, ribadisco solo un concetto sul Golden Dragon: finalmente abbiamo la prova incontrovertibile che Dio esiste.
CONCLUSIONI FINALI
Innanzitutto premetto che quando me ne sono andato l'indomani, avevo un sorriso stampato in faccia, manco avessi sbancato il casinò.
Iperbole e soggettività a parte, devo comunque dire che per quanto visto e per quanto sentito, Macao rappresenta un'ottima deviazione se vi trovate nella vicina Hong Kong.
Salutoni e buona Gnocca dal Vostro,
Presidenci


